Il D.L. 95/2025, convertito in L. 118/2025 (c.d. D.L. Economia), oltre a spostare in avanti le scadenze del report di sostenibilità per le imprese obbligate, interviene anche sui compiti del revisore in relazione a governo societario e assetti proprietari, modificando l’art. 123-bis, c. 4 del Testo unico della finanza (D.Lgs. 58/1998), che impone di esprimere un giudizio e rilasciare una dichiarazione sulla coerenza della relazione sulla gestione con il bilancio.

In sostanza, il revisore dovrà anche valutare la conformità alle norme di legge per informazioni come partecipazioni rilevanti, titoli con diritti speciali di controllo, restrizioni al voto, regole per nomina e sostituzione degli amministratori, deleghe per aumenti di capitale, sistemi di gestione dei rischi e di controllo interno, oltre a segnalare eventuali errori significativi individuati nel corso dell’attività. Resta esclusa da questa previsione la sezione relativa alla rendicontazione di sostenibilità.

Le grandi imprese dovranno redigere il bilancio di sostenibilità a partire dagli esercizi che iniziano il 1.1.2027, con prima pubblicazione nel 2028. Per le Pmi quotate, escluse le microimprese, l’obbligo scatterà invece dagli esercizi avviati il 1.1.2028, con pubblicazione nel 2029.