Tra le ultime riformulazioni governative agli emendamenti alla legge di Bilancio 2025 si ricorda: l’eliminazione della norma che prevedeva la presenza di revisori del Mef nei collegi sindacali o di controllo e la nuova richiesta agli organi di controllo già esistenti di inviare al Mef una relazione annuale che certifichi l’utilizzo dei contributi pubblici secondo le finalità per i quali erano stati concessi;
la previsione che, per le prestazioni di servizi rese nei confronti di imprese che svolgono attività di trasporto e movimentazione merci e servizi di logistica, il prestatore e il committente possono scegliere di effettuare il pagamento dell’Iva tramite reverse charge;
l’applicazione dell’accisa ridotta al 50% anche in riferimento alla birra realizzata nei birrifici indipendenti e non sottoposti a processi di pastorizzazione e di microfiltrazione;
l’introduzione di un tetto massimo di 2,2 miliardi di euro per i crediti d’imposta Transizione 4.0 e modifiche al bonus Transizione 5.0 (innalzamento al 45% dell’aliquota per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro e potenziamento dell’agevolazione per l’acquisto di pannelli fotovoltaici);
la reintroduzione della decontribuzione Sud, ma con uno sgravio contributivo del 25% (e un meccanismo di décalage fino al 2029) e il riferimento solo ai contratti di lavoro a tempo indeterminato;
l’esclusione dell’acquisto di caldaie alimentate a combustibili fossi dai bonus per ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica;
la previsione di nessuna salvaguardia per le auto a uso promiscuo ordinate entro il 31.12.2024 per beneficiare del regime fiscale e contributivo più favorevole di quello che entrerà in vigore per il 2025;
la possibilità di accedere al pensionamento anticipato da parte dei lavoratori interamente contributivi con almeno 64 anni di età, cumulando una quota della rendita legata alla previdenza complementare, e 25 anni di contributi.
